Sono numeri ancora piccoli quelli di Grande Nord.

Ma le slavine cominciano con pochi fiocchi di neve. Poi, solo dopo, si trasformano in nevicate copiose che caricano di energia la montagna. E quando il peso diventa insostenibile tutto crolla, cambiando la fisionomia di un territorio.

E per noi questa non può certo essere una vittoria (anche perché nessuno di noi vuole assomigliare ai vecchi parrucconi della politica che non perdono mai). Ma, partiti da zero, in poco tempo e con mille difficoltà, abbiamo comunque ottenuto tanti voti. Questa sera il nostro risultato, bello o brutto che sia, dice che ci siamo e che possiamo ancora cambiare il corso della storia. Migliaia di persone ci hanno votato e noi, con la nostra più grande riconoscenza, faremo in modo che la nostra gente si senta protetta, compresa e difesa. E magari, un giorno, vincente.

Inoltre mio grazie va a tutti coloro che, quasi eroicamente, si sono battuti sul territorio. Soli, contro tutti.Contro una legge elettorale antidemocratica e complessa. Contro il sistema dell’informazione che ci ha sistematicamente ignorati. Come detto, contro il tempo, contro la necessità di riorganizzarci e di diffondere le ragioni della nostra ostinata difesa del Nord. Questa sera voglio dire grazie uno ad uno, a tutti quegli uomini e quelle donne che hanno affrontato una battaglia contro chi voleva recidere le radici di un percorso umano che affonda la sua origine nel pensiero politico di Gianfranco Miglio. Grazie a Voi che Vi siete scagliati contro chi ha rinnegato il proprio passato ed ha tradito.

Ma la volontà di Grande Nord di resistere al tradimento della nostra storia politica deve essere per tutti un monito: noi ci siamo, non molliamo mai, non ci dimentichiamo delle nostre linee guida, dei nostri maestri e, contemporaneamente, non ci lasciamo intimidire dagli eventi. Perché, cari voltagabbana la particolarità che ci differenzia da Voi è fondamentalmente solo una: la coerenza.

Noi rimaniamo fedeli e non ci interessano tattiche e strategie per prendersi una poltrona a Roma. Noi politicamente vivevamo, viviamo e sempre vivremo per quella parola che voi avete voluto togliere dal vostro simbolo:  Nord !  Grande Nord !

Roberto Bernardelli

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