«La notizia è che il simbolo di Grande Nord sarà sulle schede elettorali delle regioni del Nord. Siamo più forti della burocrazia ottusa e assurda della presentazione delle liste di una legge elettorale che è un insulto alla democrazia». Così i leader di Grande Nord, il presidente Roberto Bernardelli e il capo della forza politica Marco Reguzzoni, alla presentazione ufficiale alla stampa dei candidati del movimento federalista e liberale che sarà in corsa alle elezioni politiche del 4 marzo nelle regioni del Nord.
«Abbiamo presentato le nostre liste e i nostri candidati in tutti i collegi delle regioni del Nord e saremo in campo per consentire al Nord di votare il Nord e di portare a Roma un sindacato del Nord – afferma Roberto Bernardelli – ce l’abbiamo fatta nonostante qualche contestazione in alcuni collegi dovuta all’ottusità di una burocrazia assurda». Il caso del Piemonte è emblematico: hanno dichiarato “illeggibile” la firma del certificatore senza neppure guardare le firme raccolte.
«Non ci siamo lamentati finora perché volevamo dimostrare la nostra forza, ma adesso diciamo che la legge elettorale è più che una porcata, è una boiata pazzesca fantozziana fatta dalla casta per mantenersi in sella – denuncia Marco Reguzzoni – facciamo appello al Capo dello Stato Sergio Mattarella affinché vigili sull’eccesso di burocrazia e consenta l’esercizio della democrazia rappresentativa. Senza Grande Nord torna la secessione». Reguzzoni e Bernardelli non sono tra i candidati: «Non abbiamo intrapreso questa sfida per ottenere una poltrona, ma per portare a Roma un gruppo di parlamentari da usare come una clava, come diceva Gianfranco Miglio, per scardinare il sistema romano».

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