«Grande Nord è la sola vera alternativa. Lavoriamo per costruire con moderazione e determinazione un nuovo Stato del Nord, entità federale inserita in un contesto europeo. Diverso dall’Europa di oggi, che è da cambiare ma a cui non vogliamo e non possiamo rinunciare». È questa la sfida che Marco Reguzzoni, capo della forza politica Grande Nord, lancia nell’editoriale che ha scritto per la prima pagina della rivista “Grande Nord”, in distribuzione da oggi in tutti i gazebo elettorali e nelle sedi dei comitati Grande Nord presenti in tutte le regioni del Nord.
Una novità editoriale, una rivista di otto pagine stampata nel formato dei quotidiani, che fissa “sulla carta” i principi, i programmi e i motivi per cui il movimento Grande Nord si è lanciato nella competizione elettorale. «Un vero “sindacato del Nord” organizzato al contrario dei partiti tradizionali – lo descrive Marco Reguzzoni nel suo editoriale – i nostri parlamentari non parteciperanno al Governo e non diventeranno presidenti di commissione, sottosegretari o ministri. Abbiamo già visto che non serve a nulla. I nostri eletti invece saranno l’arma del Nord per votare solo i provvedimenti che ci interessano, come fanno da anni con successo i parlamentari sudtirolesi. Saranno una clava contro privilegi, assistenzialismi e ingiustizie».
«Torniamo a fare grande il Nord»: è l’appello del presidente di Grande Nord Roberto Bernardelli nell’intervista sulla prima pagina della rivista “Grande Nord”. Un richiamo allo slogan-simbolo della cavalcata elettorale di Donald Trump, il presidente che ha spazzato via l’establishment politico Usa, proprio come intende fare Grande Nord in Italia. Rimanda al tycoon che ha conquistato la Casa Bianca, e ad uno degli slogan elettorali più celebri della sua campagna («Che cosa avete da perdere?») anche Matteo Brambilla, candidato di Grande Nord a Monza, nel suo appello agli elettori tentati dal “non voto”, mentre Claudio Bizzozero, già sindaco di Cantù, fa notare l’abituale raffica di aumenti del nuovo anno, che rappresenta l’ennesima “spremitura” di Roma ai danni del Nord che lavora e produce.
Puoi scaricare qui la rivista Grande Nord

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